Il corso
sarà svolto un 4 incontri ( 1 pomeriggio la settimana)
con orario 14,30 – 19,30 e potrà essere frequentato
presso la sede Caritas di Mestre in via Querini (19/A)
o quella
di Venezia in Fondamenta S. Chiara
Inizio
delle lezioni:
Sede di Mestre:
13 ottobre /
10 novembre
Sede di Venezia:
14 ottobre /
11 novembre
LA
PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA
Per iscrizioni e / o informazioni:
Sportello spazio solidale : tel. 041-2381614
/ 612
dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12; il lunedì
anche dalle 15 alle 17
presso
la Casa del Volontariato, via Brenta Vecchia n. 41
Perché
questo corso ?
TECNICHE
ASSISTENZIALI DI
BASE
PER FAMILIARI, VOLONTARI,
ASSISTENTI FAMILIARI
Nell’ambito
del tema per la Giornata Mondiale del Malato 2009: “Educare alla
salute, educare alla vita”, l’Ufficio della pastorale della
salute e la Caritas diocesana hanno offerto la loro collaborazione
all’Azienda Ulss 12 veneziana ed al Comune di Venezia per la
realizzazione del corso “Tecniche
assistenziali di base per familiari, volontari, assistenti familiari
(badanti)”
Gli
ultimi anni hanno mostrato che, a fronte di maggiori cure mediche,
benessere economico e longevità, c’è anche un proporzionale aumento
dei livelli di dipendenza di una parte sempre maggiore di popolazione.
L’andamento
demografico ed epidemiologico conferma questa tendenza anche in un
prossimo futuro, con un consistente aumento degli anziani, soprattutto
ultraottantenni, di malati cronici e di disabili.
La
Regione Veneto ha preso atto di questa situazione e si sta adoperando su
più versanti per rispondere ai bisogni della cittadinanza.
In
particolare, ha invitato le ULSS e le Conferenze dei Sindaci a predisporre
il Piano Locale della Domiciliarità (DGR 2359/2004 e DGR 39/2006)
finalizzato a promuovere e tutelare la qualità di vita dei
cittadini a rischio di esclusione dal loro contesto di vita, attraverso la
creazione di una rete di politiche, risorse ed interventi a sostegno della
persona e delle famiglie che si fanno carico della cura, dell'assistenza e
della tutela delle persone fragili; contemporaneamente, ha intrapreso i
primi passi per attuare interventi per la qualificazione del lavoro
delle assistenti familiari (DGR 3825/2007).
LA
FORMAZIONE DELLE PERSONE CHE ASSISTONO ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI A
DOMICILIO (
in
inglese “caregiver”, conglobando
in un’unica dizione familiari,
volontari, ASSISTENTI
FAMILIARI (BADANTI) )
In entrambi i progetti, la Regione Veneto riconosce alle famiglie
un ruolo molto importante nel prendersi carico del proprio congiunto non
autosufficiente, in stretta collaborazione con i professionisti e le
istituzioni socio-sanitarie.
Con
realismo, le istituzioni e soprattutto la cittadinanza stanno spostando
l’attenzione dal concetto di guarigione a quello di mantenimento del
maggiore livello di benessere e di autosufficienza.
E’
opportuno che a questa nuova cultura della salute si associ
l’acquisizione di competenze assistenziali diffuse.
Le
tecniche di assistenza alle persone non autosufficienti spesso
vengono ancora considerate patrimonio di “specialisti”, come gli
infermieri e gli operatori socio-sanitari, mentre dovrebbero poter essere
applicate da chiunque si trovasse nella situazione di assistere una
persona non autosufficiente.
Infatti,
molti comportamenti ed accorgimenti di base possono essere appresi in
breve tempo dai caregiver con positivi effetti sia sull’assistito
– che può ottenere benefici nel versante della salute (riabilitazione
motoria, livelli di igiene, ecc.) ed anche del benessere individuale
(comfort, inserimento sociale, ecc.) – sia sull’assistente –
che così è meno esposto a problemi di natura fisica (mal di schiena,
strappi muscolari, ecc.), psicologica (stress, insonnia, ecc.) e sociale
(isolamento, ecc.).
In
assenza di momenti strutturati di formazione, gli assistenti
non-professionali imparano per imitazione e/o per tentativi ed errori,
talvolta assumendo comportamenti dannosi per sé e per gli altri.
Si
vede allora la necessità di predisporre corsi per far imparare le più
comuni tecniche assistenziali correttamente e velocemente ai caregiver.
I
corsi sono stati programmati,
per ora in via sperimentale, per i “caregiver”di Venezia e di Mestre.
Successivamente, constatata la loro validità ed apportate eventuali
correzioni al programma, verranno estesi non solo a Venezia ed a Mestre,
ma anche a tutti i comuni del
territorio di competenza dell’Azienda Ulss 12 veneziana.
Al di là dei soli scopi educativi, questi corsi
possono anche essere uno strumento per costruire un’alleanza tra la
cittadinanza e le istituzioni, che porti ad aspettative reciproche
realistiche, alla compartecipazione alle politiche locali sanitarie, alla
definizione di servizi coerenti con i bisogni assistenziali, ecc.
Oggi
occorre un’alleanza esistenziale tra il malato, i suoi familiari,
il personale sanitario, i volontari disponibili, l’assistente religioso
in ospedale, il parroco a domicilio e i loro collaboratori laici per la
pastorale della salute, che permetta un approccio globale alla persona
malata e consenta il passaggio dalle molteplici prestazioni ad una vera
“relazione d’aiuto”, umana, solidale, adeguata ad un
integrale accompagnamento della persona malata, collaborando ad assicurare
altresì la “continuità della cura” dall’ospedale al domicilio. Ciò
presuppone un’opera di inculturazione, attraverso un’alleanza
educativa, ad amare la
vita fino in fondo per l’autentico bene delle persone (soprattutto di
quelle rese fragili dalla malattia, dall’handicap, dalla disabilità,
dalle condizioni di povertà, dal disagio) e della società. (da “Qualità
e umanizzazione: un binomio indispensabile per la cura”, pag.19
. La relazione completa è nel sito internet della pastorale della salute)
PROMUOVERE
UN’ “ALLEANZA ESISTENZIALE
ED
ASSISTENZIALE”
A
PARTIRE DALLA FAMIGLIA,
ATTRAVERSO UN’ “ ALLEANZA
EDUCATIVA “, è l’obiettivo di fondo del programma della
pastorale della salute 2009-2010. (www. patriarcatovenezia -> Ufficio
pastorale della salute)
Come
far giungere l’annuncio del corso alle persone interessate ?
Notoriamente
ci sono anziani non autosufficienti che vivono in casa con la sola
compagnia della badante; altri con i familiari. In entrambi i casi le
persone interessate difficilmente possono venire a conoscenza di questi
corsi se non sono direttamente informati da persona che frequenta la casa
(volontario, ministro straordinario della comunione, infermiere a
domicilio, sacerdote, medico di base, ecc.), e che con semplicità fa
comprendere l’importanza
del frequentare questi corsi nell’interesse sia dell’assistito
che dell’assistente.