Obiettivi
1
“Mettere
la persona al centro”
come chiave di volta di ogni scelta pastorale prioritaria, ovvero
l’uomo
con le sue debolezze, le sue attese le sue speranze, le sue
contraddizioni, le sue sofferenze, le sue fragilità, è stato il
messaggio lanciato dal Convegno ecclesiale di Verona (2006)
Ogni condizione di dolore, di disagio, di esclusione, in cui
l’uomo è impotente a vincere la propria e altrui debolezza è fragile.
Se la fragilità è indissolubilmente legata alla condizione umana, essa
si mostra in modo particolarmente significativo in alcuni momenti
dell’esistenza. Nella vita che nasce come nella vita che volge al
termine, l’uomo è fragile, ma lo è anche e comunque in
itinere, cioè nella malattia, nell’handicap, nella disabilità,
nelle condizioni di povertà, nel disagio.
E, dunque, in tutte le situazioni di fragilità
viene meno la salute
intesa in senso qualitativo e personalistico come equilibrio
dinamico, gerarchico e armonico tra il corpo, la psiche e lo spirito in
sintonia con l’ambiente che consenta alla persona di esplicare la sua
realizzazione.
“Mettere la persona al
centro”
significa puntare molto alla relazionalità
con pazienza, coraggio, costanza, rispondendo ad un desiderio di
comunicazione e amicizia che è radicato nella nostra stessa natura di
esseri umani.
2
“Mettere
la famiglia al centro”.
In tutte le situazioni di fragilità
è pesantemente e dolorosamente coinvolta la famiglia, essendo essa il
crocevia nel quale le relazioni umane più autentiche trovano la loro
naturale confluenza.
La famiglia
è il focus pastorale scelto dalla diocesi per l’anno 2010-2011.
L’Ufficio pastorale della salute, aderendo alla tematica
diocesana continua anche per il prossimo anno pastorale il discernimento
sulla famiglia quale risorsa ignorata, soprattutto in campo
assistenziale. La “famiglia
nella sofferenza” pur avendo bisogno di una “rete” su
cui poter contare in caso di necessità, tende sempre più
a chiudersi in se stessa, pervasa da un senso di disinteresse verso
il mondo esterno.
Per cui occorre un’alleanza
esistenziale ed assistenziale tra
il malato, i suoi familiari, il personale sanitario, i volontari
disponibili, l’assistente religioso in ospedale, il parroco a domicilio
e i loro collaboratori laici per la pastorale della salute, che permetta
un approccio globale alla persona malata e consenta il passaggio dalle
molteplici prestazioni ad una vera “relazione d’aiuto”,
umana, solidale, adeguata ad un integrale accompagnamento della persona
malata, collaborando ad assicurare altresì la “continuità della
cura” dall’ospedale al domicilio.
3
“Educare
la famiglia alla salute”. Il
raggio d’azione della “pastorale della salute”, però, non si
esaurisce nel “prendersi cura”
nell’area delle strutture di ricovero e cura e al territorio nel quale
si svolge la vita del cittadino, ma si estende anche all’educazione
alla tutela della salute, intesa come corresponsabilità,
contrastando coraggiosamente l’idolatria della salute come valore unico
e supremo. E’ questo un lavoro che si può svolgere adeguatamente solo
sul territorio presso la famiglia, la scuola, gli ambiti educativi degli oratori, dei gruppi
giovanili, delle associazioni ecclesiali, del mondo del lavoro.
Tantissimi sono i temi di etica e di biotica inerenti ai “valori non negoziabili”, e che emergono non solo alla luce del
Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e del senso comune: la
dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi
condizionamento, l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino
alla morte naturale.
Mezzi
Per raggiungere gli
obiettivi è necessario “pensare insieme”, “fare
insieme”, vincendo l’individualismo, sviluppando la collaborazione,
imparando a lavorare insieme: uomini e donne, laici e clero,
professionisti e volontari, sani e malati, occorre che ciascuno secondo la
propria specificità si
prenda cura dei sofferenti. Collaborare
significa spartire speranza, impegno, difficoltà, problemi,
preoccupazioni, obiettivi e progetti. In tal modo, curanti e malati
saranno meno "soli" di fronte alla malattia. Si
tratta di realizzare una vera e propria “alleanza
terapeutica”.
A)
Creare
cultura.
Per sviluppare un umanesimo
integrale, ovvero “per spianare la strada a nuovi incontri,
per fare spazio anche a coloro per i quali
Dio è ancora uno sconosciuto”
(Benedetto XVI Messaggio
per la 44a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali,
16 maggio 2010).
Creare cultura non
solo con incontri, convegni, pubblicazioni, ma anche attraverso il sito
internet della pastorale della salute , quale strumento di informazione e
formazione continua, di facile e rapida consultazione (vedi § 6 )
B)
Tutelare la salute dei poveri e degli immigrati. Favorire
la conoscenza e la collaborazione tra quanti si impegnano a vario titolo
per assicurare diritto, accesso e fruibilità all’assistenza sanitaria
dei poveri e degli immigrati, partendo da ciò che unisce e valorizzando
l’esperienza di ciascuno. In pratica facendo azione di “advocacy”
sulle istituzioni, aprendo ambulatori dedicati nel territorio.
Risorse
Per
realizzare i punti del programma
occorre, dunque, il protagonismo responsabile e solidale delle:
·
comunità
cristiana parrocchiale,
“famiglia delle famiglie” ( § 1/A )
·
comunità
di ricovero e cura (ospedali,
case di cura, case di riposo, ecc.) ( § 1/B )
·
educazione
al gratuito: associazioni di volontariato. (
1/C )
1.a.
La comunità cristiana parrocchiale
La Nota pastorale della CEI (2006) “
Predicate il Vangelo e curate i malati “ al
n. 53 definisce la comunità parrocchiale “una
comunità che accoglie e celebra”. E prosegue:
“ La continua evoluzione della sanità, sempre più
articolata sul territorio, interpella le comunità parrocchiali, chiamate
a farsi carico della cura e assistenza dei malati, dell’educazione dei
fedeli ai valori cristiani della vita e della loro sensibilizzazione ai
problemi della salute, della sofferenza. della morte. E’ compito
soprattutto del parroco
promuovere nel tessuto vitale della comunità lo spirito della diaconia
evangelica verso i sofferenti e l’impegno per la promozione della salute. “ E, più avanti: “ Prezioso
è il dono che si può offrire ai malati e ai loro familiari attraverso la
visita sia a domicilio che nelle strutture ospedaliere presenti
nell’ambito della parrocchia “. (n. 65 )
Con le degenze sempre più brevi in ospedale e riservate ai soli
casi acuti, con l’allungamento della vita media e la conseguente maggior
diffusione delle malattie “cronico -degenerative” sono aumentati e
aumenteranno sempre di più i malati che avremo nelle nostre comunità:
malati oncologici, malati in fase terminale, malati psichici, anziani
delle 3^ e 4^ età, specialmente non autosufficienti. Occorre una “rete
di prossimità” quotidiana per accompagnare le persone e le famiglie,
così da integrare i servizi socio-sanitari necessari alle loro esigenze.
1.b.
Le comunità di ricovero e cura
(Ospedali, Case di riposo, ecc.)
“E’ importante non
lasciare i malati nell’abbandono e nella solitudine mentre si trovano ad
affrontare un momento tanto delicato della loro vita. Meritevoli sono
pertanto coloro che con pazienza e amore mettono a loro servizio
competenza professionale e calore umano.
Penso
ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, ai volontari, ai
religiosi e alle religiose, ai sacerdoti, ai diaconi, agli operatori
pastorali che senza risparmiarsi si chinano su di essi, come il buon
Samaritano, non guardando alla loro condizione sociale, al colore della
pelle o all’appartenenza religiosa, ma solo a ciò di cui abbisognano
“. ( Benedetto XVI, Messaggio per la GMM 2007)
E’ necessario promuovere una umanizzazione
dell’assistenza ed un’etica
fondata sui valori
In questa prospettiva, per la “formazione
continua” degli operatori sanitari negli aspetti dell’etica,
della bioetica, dell’umanizzazione
dell’assistenza si propone:
·
Il Corso
di bioetica (biennale) che, programmato dall’Istituto Superiore di
Scienze Religiose “San Lorenzo Giustiniani” del Patriarcato, avrà
inizio con il prossimo anno accademico 2010-2011 (Info: segreteria @marcianum.it)
·
Incontri
sui grandi temi della salute e dell’umanizzazione dell’assistenza
1.c.
Educazione al gratuito: associazioni di
volontariato
La
sofferenza maggiore del nostro secolo è la solitudine
relazionale. La solitudine
delle persone anziane che nasce dall’abbandono del ruolo professionale,
sociale e famigliare. La solitudine per mancanza di affetti, preludio alla
depressione, dei bambini degli adolescenti. La solitudine delle famiglie stressate dalla malattia inguaribile di un proprio
congiunto anziano.
“
All’accompagnamento al malato deve abbinarsi quello dei familiari.
L’intera famiglia viene infatti investita dagli eventi legati alla
malattia, con ripercussioni notevoli sulle relazioni tra i suoi membri e,
in generale, sull’equilibrio della struttura familiare “ (
“ Predicateli vangelo e curate i
malati “ – CEI
n. 32, 2006 )
“ La carità di Cristo che ci urge, e che non è riducibile a
qualche slancio di generosità, richiede fin dalla primissima infanzia e
per tutta la vita una stabile ed organica educazione al gratuito”
(“Se
vuoi essere compiuto” lettera del patriarca, 2004; “ Il volto
missionario della parrocchia”, documento CEI n. 9, 2004 )
Il volontariato associato e
competente è destinato per la sua stessa funzione ad essere sempre più
il motore di un lavoro umanizzante e solidale accanto a chi è nel
bisogno, sia a domicilio che nelle strutture di ricovero e cura.
Sia ai Ministri Straordinari della Comunione, sia alle Associazioni
di volontariato socio-sanitario che già operano nel Patriarcato, sia ai
referenti parrocchiali, sia ai piccoli gruppi di volontariato parrocchiali
ed a quanti stanno maturando il proposito di
stare accanto a chi è nel bisogno, nell’arco dell’anno
verranno proposte nel sito internet ( www.pastoralesalutevenezia.it
) temi di approfondimento e di aggiornamento nell’apposita area
denominata “Parrocchia, famiglia, volontariato”, volendo così significare
come questi tre soggetti sono
destinati ad interloquire ed a collaborare sempre più strettamente nel
“prendersi cura” dei malati del proprio territorio, dato
l’allungamento della vita media ed il conseguente ingravescente aumento
del numero di malati cronici nelle nostre famiglie
Strumenti
2.
Tecniche
assistenziali di base per l’assistenza a persone non autosufficienti
Attualmente, a fronte di maggiori cure mediche, benessere
economico e longevità, c’è anche un proporzionale aumento dei livelli
di dipendenza di una parte sempre maggiore di popolazione. Lentamente, le
persone stanno spostando l’attenzione dal concetto di guarigione a
quello di mantenimento del maggior livello di autosufficienza possibile.
In questo cambiamento, la famiglia occupa certamente un ruolo molto importante nel
prendersi carico del proprio congiunto non autosufficiente, in stretta
collaborazione con i professionisti e le istituzioni socio-sanitarie.
Molte tecniche ed accorgimenti assistenziali di base possono essere
appresi in breve tempo dai familiari, volontari ed altri operatori
d’assistenza non professionali, con positivi effetti sull’assistito
– che può ottenere benefici nel versante della salute (riabilitazione
motoria, livelli di igiene, ecc.) ed anche del benessere individuale
(confort, inserimento sociale, ecc.) – sia sull’assistente – che in
questo modo è meno esposto a problemi di natura fisica (mal di schiena,
strappi muscolari, ecc.), psicologica (stress, insonnia, ecc.) e sociale
(isolamento, ecc).
I corsi sperimentati nel 2009 hanno avuto larga partecipazione e
pieno consenso. Per cui in collaborazione il Collegio degli Infermieri,
proseguiranno anche quest’anno con identiche modalità. Ovvero il
singolo corso sarà svolto in
4 incontri ( un pomeriggio la settimana) con orario 14,30- 19,30 e potrà
essere frequentato presso la sede Caritas di Mestre in via Querini 19/A o
quella di Venezia –F.ta S. Chiara. Inizio delle lezioni:
·
Sede
di Mestre: verrà
comunicata in questo sito
·
Sede
di Venezia: verrà comunicato
in questo sito
La partecipazione è gratuita. Per iscrizioni e informazioni
rovolgersi allo sportello “Spazio solidale”, tel. 041-2381614 / 612
dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12; il lunedì anche dalle
15 alle 17, presso la Casa del volontariato – via Brenta vecchia n. 41
3.
XVII
Giornata Mondiale del Malato (
11 febbraio 2011 )
Sarà nostra
cura comunicare il tema della prossima GMM appena verrà reso noto dal
Santo Padre.
·
Per
esigenze pastorali e locali, la Giornata potrà essere celebrata anche in
date diverse dall’11 febbraio.
4.
X
Convegno diocesano
Il Convegno svilupperà il tema di fondo di questo
programma (vedi introduzione e §§ 1/A, 1/B): costituire un’alleanza
esistenziale ed assistenziale, attraverso una “rete
di prossimità” quotidiana, per accompagnare le persone e le
famiglie, così da integrare i servizi socio-sanitari necessari alle loro
esigenze.
Nel sito internet verrà pubblicato il programma dettagliato.
5.
Collaborazioni
Mentre proseguono le collaborazioni nei vari ambiti
ecclesiale, civile, socio-sanitario, associativo, si costituisce una nuova
collaborazione con L’Ufficio Liturgico per la formazione di base e
continua dei ministri straordinari dell’Eucaristia
6.
Sito
Internet dell’ Ufficio : www.pastoralesalutevenezia.it
Il sito vuole essere luogo di informazione, formazione e
aggiornamento sui problemi di ordine pastorale in ambito socio-sanitario,
etico, bioetico, culturale, per parroci e referenti parrocchiali, membri
di una cappellania, medici, infermieri, volontari, famiglie, associazioni
e quanti desiderano approfondire
tematiche inerenti la “pastorale della salute”.
Molti temi religiosi, culturali, scientifici, di etica e bioetica,
documenti ecclesiali (pontifici, episcopali, teologici), documenti civili
sono già consultabili nel sito www.pastoralesalutevenezia.it
Altri continueranno ad essere sviluppati e pubblicati unitamente
alle tematiche per la Giornata
Mondiale del malato e dei vari incontri associativi.
In un mondo che cambia il sito ha la funzione
di divulgare velocemente le conoscenze,
necessarie per partecipare, per fare
insieme, vincendo l’individualismo, sviluppando la collaborazione,
imparando a lavorare insieme: uomini e donne, laici e clero,
professionisti e volontari, sani e malati, affinché ciascuno secondo la
propria specificità si prenda cura dei
sofferenti.
Il sito è strumento di informazione –formazione per poi incontrare
i volti con maggior
cognizione di causa nei luoghi di ricovero e cura, nelle famiglie, nelle
comunità, nei Convegni annuali della pastorale della salute, negli
incontri con professionisti della salute, con associazioni di
volontariato, e assicurare
sempre la qualità del contatto umano e l’attenzione alle persone e ai
loro veri bisogni spirituali.
AVVISO:
l’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute ha la sua sede presso
il Centro pastorale Papa Lucani ( al secondo piano) in via Quercini 19/A a
Mestre. L’orario di apertura è il seguente: mercoledì pomeriggio dalle
ore 15.00 alle ore 18.00 .
I recapiti dell’Ufficio sono i seguenti: tel. 041-
989990 (negli orari di chiusura è sempre attiva una segreteria
telefonica); fax 041-2394359;
e-mail: pastoralesalute@patriarcatovenezia.it