Patriarcato di Venezia - Ufficio per la Pastorale della Salute

    Programma 2010-2011

Direttore:  Mons Dino Pistolato

 

 

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11 febbraio 2011

XIX Giornata Mondiale

del Malato

La preghiera

 

 

PROGRAMMA DELLA PASTORALE DELLA SALUTE 2010-2011

 

    

Sommario

   

Obiettivi:

  1. Mettere la persona al centro
  2. Mettere la famiglia al centro
  3. Educare la famiglia alla salute

 

Mezzi:

  1. Creare Cultura
  2. Tutelare la salute dei fragili

 

Risorse:

  1. Comunità Parroccchiale
  2. Comunità di ricovero e cura
  3. Volontariato

 

Strumenti:

  1. Tecniche assistenziali di base
  2. Giornata del Malato
  3. X convegno Diocesano
  4. Collaborazioni
  5. Sito internet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Obiettivi

 

1   Mettere la persona al centro come chiave di volta di ogni scelta pastorale prioritaria, ovvero  l’uomo con le sue debolezze, le sue attese le sue speranze, le sue contraddizioni, le sue sofferenze, le sue fragilità, è stato il messaggio lanciato dal Convegno ecclesiale di Verona (2006)

   Ogni condizione di dolore, di disagio, di esclusione, in cui l’uomo è impotente a vincere la propria e altrui debolezza è fragile. Se la fragilità è indissolubilmente legata alla condizione umana, essa si mostra in modo particolarmente significativo in alcuni momenti dell’esistenza. Nella vita che nasce come nella vita che volge al termine, l’uomo è fragile, ma lo è anche e comunque in itinere, cioè nella malattia, nell’handicap, nella disabilità, nelle condizioni di povertà, nel disagio.

   E, dunque, in tutte le situazioni di fragilità viene meno la salute  intesa in senso qualitativo e personalistico come equilibrio dinamico, gerarchico e armonico tra il corpo, la psiche e lo spirito in sintonia con l’ambiente che consenta alla persona di esplicare la sua realizzazione.

   Mettere la persona al centro significa puntare molto alla relazionalità con pazienza, coraggio, costanza, rispondendo ad un desiderio di comunicazione e amicizia che è radicato nella nostra stessa natura di esseri umani.

 

2   Mettere la famiglia al centro. In tutte le situazioni di fragilità è pesantemente e dolorosamente coinvolta la famiglia, essendo essa il crocevia nel quale le relazioni umane più autentiche trovano la loro naturale confluenza.

   La famiglia è il focus pastorale scelto dalla diocesi per l’anno 2010-2011.

   L’Ufficio pastorale della salute, aderendo alla tematica diocesana continua anche per il prossimo anno pastorale il discernimento sulla famiglia quale risorsa ignorata, soprattutto in campo assistenziale. La “famiglia nella sofferenza” pur avendo bisogno di una “rete” su cui poter contare in caso di necessità, tende sempre più  a chiudersi in se stessa, pervasa da un senso di disinteresse verso il mondo esterno. Per cui occorre un’alleanza esistenziale ed assistenziale  tra il malato, i suoi familiari, il personale sanitario, i volontari disponibili, l’assistente religioso in ospedale, il parroco a domicilio e i loro collaboratori laici per la pastorale della salute, che permetta un approccio globale alla persona malata e consenta il passaggio dalle molteplici prestazioni ad una vera “relazione d’aiuto”, umana, solidale, adeguata ad un integrale accompagnamento della persona malata, collaborando ad assicurare altresì la “continuità della cura” dall’ospedale al domicilio.

 

3   Educare la famiglia alla salute”. Il raggio d’azione della “pastorale della salute”, però, non si esaurisce nel “prendersi cura” nell’area delle strutture di ricovero e cura e al territorio nel quale  si svolge la vita del cittadino, ma si estende anche alleducazione alla tutela della salute, intesa come corresponsabilità, contrastando coraggiosamente l’idolatria della salute come valore unico e supremo. E’ questo un lavoro che si può svolgere adeguatamente solo sul territorio presso la famiglia, la scuola, gli ambiti educativi degli oratori, dei gruppi giovanili, delle associazioni ecclesiali, del mondo del lavoro.

   Tantissimi sono i temi di etica e di biotica inerenti ai “valori non negoziabili”, e che emergono non solo alla luce del Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e del senso comune: la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento, l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale.

 

 

Mezzi

   Per raggiungere gli obiettivi è necessario “pensare insieme”,  fare insieme”, vincendo l’individualismo, sviluppando la collaborazione, imparando a lavorare insieme: uomini e donne, laici e clero, professionisti e volontari, sani e malati, occorre che ciascuno secondo la propria specificità si prenda cura dei sofferenti.  Collaborare significa spartire speranza, impegno, difficoltà, problemi, preoccupazioni, obiettivi e progetti. In tal modo, curanti e malati saranno meno "soli" di fronte alla malattia. Si  tratta di realizzare una vera e propria “alleanza terapeutica”.

 

A)   Creare cultura.  Per sviluppare un umanesimo integrale, ovveroper spianare la strada a nuovi incontri,  per fare spazio anche a coloro per i quali Dio è ancora uno sconosciuto(Benedetto XVI Messaggio per la 44a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 16 maggio 2010). 

   Creare cultura non solo con incontri, convegni, pubblicazioni, ma anche attraverso il sito internet della pastorale della salute , quale strumento di informazione e formazione continua, di facile e rapida consultazione (vedi § 6 )

 

B) Tutelare la salute dei poveri e degli immigrati. Favorire la conoscenza e la collaborazione tra quanti si impegnano a vario titolo per assicurare diritto, accesso e fruibilità all’assistenza sanitaria dei poveri e degli immigrati, partendo da ciò che unisce e valorizzando l’esperienza di ciascuno. In pratica facendo azione di “advocacy” sulle istituzioni, aprendo ambulatori dedicati nel territorio.

 

 

Risorse

Per realizzare i punti del programma occorre, dunque, il protagonismo responsabile e solidale delle:

·         comunità cristiana  parrocchiale, “famiglia delle famiglie” ( § 1/A )

·         comunità di ricovero e cura (ospedali, case di cura, case di riposo, ecc.) ( § 1/B )

·         educazione al gratuito: associazioni di volontariato. ( 1/C )

 

1.a.   La comunità cristiana parrocchiale

    La Nota pastorale della CEI (2006) “ Predicate il Vangelo e curate i malati “  al n. 53 definisce la comunità parrocchiale “una comunità che accoglie e celebra”. E prosegue:

   “ La continua evoluzione della sanità, sempre più articolata sul territorio, interpella le comunità parrocchiali, chiamate a farsi carico della cura e assistenza dei malati, dell’educazione dei fedeli ai valori cristiani della vita e della loro sensibilizzazione ai problemi della salute, della sofferenza. della morte. E’ compito soprattutto  del parroco promuovere nel tessuto vitale della comunità lo spirito della diaconia evangelica verso i sofferenti e l’impegno per la promozione della salute. “ E, più avanti: “ Prezioso è il dono che si può offrire ai malati e ai loro familiari attraverso la visita sia a domicilio che nelle strutture ospedaliere presenti nell’ambito della parrocchia “. (n. 65 )

   Con le degenze sempre più brevi in ospedale e riservate ai soli casi acuti, con l’allungamento della vita media e la conseguente maggior diffusione delle malattie “cronico -degenerative” sono aumentati e aumenteranno sempre di più i malati che avremo nelle nostre comunità: malati oncologici, malati in fase terminale, malati psichici, anziani delle 3^ e 4^ età, specialmente non autosufficienti. Occorre una “rete di prossimità” quotidiana per accompagnare le persone e le famiglie, così da integrare i servizi socio-sanitari necessari alle loro esigenze.

1.b.    Le comunità di ricovero e cura (Ospedali, Case di riposo, ecc.)

    E’ importante non lasciare i malati nell’abbandono e nella solitudine mentre si trovano ad affrontare un momento tanto delicato della loro vita. Meritevoli sono pertanto coloro che con pazienza e amore mettono a loro servizio competenza professionale e calore umano.

Penso ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, ai volontari, ai religiosi e alle religiose, ai sacerdoti, ai diaconi, agli operatori pastorali che senza risparmiarsi si chinano su di essi, come il buon Samaritano, non guardando alla loro condizione sociale, al colore della pelle o all’appartenenza religiosa, ma solo a ciò di cui abbisognano “. ( Benedetto XVI, Messaggio per la GMM 2007)

   E’ necessario promuovere una umanizzazione dell’assistenza ed un’etica fondata sui valori

   In questa prospettiva, per la “formazione continua” degli operatori sanitari negli aspetti dell’etica,  della bioetica, dell’umanizzazione dell’assistenza si propone:

·        Il Corso di bioetica (biennale) che, programmato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Lorenzo Giustiniani” del Patriarcato, avrà inizio con il prossimo anno accademico 2010-2011 (Info: segreteria @marcianum.it)

·        Incontri sui grandi temi della salute e dell’umanizzazione dell’assistenza

 

1.c.    Educazione al gratuito: associazioni di volontariato

    La sofferenza maggiore del nostro secolo è la solitudine relazionale.  La solitudine delle persone anziane che nasce dall’abbandono del ruolo professionale, sociale e famigliare. La solitudine per mancanza di affetti, preludio alla depressione, dei bambini degli adolescenti. La solitudine delle famiglie stressate dalla malattia inguaribile di un proprio congiunto anziano.

    “ All’accompagnamento al malato deve abbinarsi quello dei familiari. L’intera famiglia viene infatti investita dagli eventi legati alla malattia, con ripercussioni notevoli sulle relazioni tra i suoi membri e, in generale, sull’equilibrio della struttura familiare “  ( “ Predicateli vangelo e curate i malati “ – CEI  n. 32, 2006 )

   “ La carità di Cristo che ci urge, e che non è riducibile a qualche slancio di generosità, richiede fin dalla primissima infanzia e per tutta la vita una stabile ed organica educazione al gratuito

(“Se vuoi essere compiuto” lettera del patriarca, 2004; “ Il volto missionario della parrocchia”, documento CEI n. 9, 2004 )

   Il volontariato associato e competente è destinato per la sua stessa funzione ad essere sempre più il motore di un lavoro umanizzante e solidale accanto a chi è nel bisogno, sia a domicilio che nelle strutture di ricovero e cura.

   Sia ai Ministri Straordinari della Comunione, sia alle Associazioni di volontariato socio-sanitario che già operano nel Patriarcato, sia ai referenti parrocchiali, sia ai piccoli gruppi di volontariato parrocchiali ed a quanti stanno maturando il proposito di  stare accanto a chi è nel bisogno, nell’arco dell’anno verranno proposte nel sito internet ( www.pastoralesalutevenezia.it ) temi di approfondimento e di aggiornamento nell’apposita area denominata “Parrocchia, famiglia, volontariato”, volendo così significare come questi tre soggetti sono destinati ad interloquire ed a collaborare sempre più strettamente nel “prendersi cura” dei malati del proprio territorio, dato l’allungamento della vita media ed il conseguente ingravescente aumento del numero di malati cronici nelle nostre famiglie

 

 

Strumenti

2.   Tecniche assistenziali di base per l’assistenza a persone non autosufficienti

   Attualmente, a fronte di maggiori cure mediche, benessere economico e longevità, c’è anche un proporzionale aumento dei livelli di dipendenza di una parte sempre maggiore di popolazione. Lentamente, le persone stanno spostando l’attenzione dal concetto di guarigione a quello di mantenimento del maggior livello di autosufficienza possibile.

   In questo cambiamento, la famiglia occupa certamente un ruolo molto importante nel prendersi carico del proprio congiunto non autosufficiente, in stretta collaborazione con i professionisti e le istituzioni socio-sanitarie.

   Molte tecniche ed accorgimenti assistenziali di base possono essere appresi in breve tempo dai familiari, volontari ed altri operatori d’assistenza non professionali, con positivi effetti sull’assistito – che può ottenere benefici nel versante della salute (riabilitazione motoria, livelli di igiene, ecc.) ed anche del benessere individuale (confort, inserimento sociale, ecc.) – sia sull’assistente – che in questo modo è meno esposto a problemi di natura fisica (mal di schiena, strappi muscolari, ecc.), psicologica (stress, insonnia, ecc.) e sociale (isolamento, ecc).

   I corsi sperimentati nel 2009 hanno avuto larga partecipazione e pieno consenso. Per cui in collaborazione il Collegio degli Infermieri, proseguiranno anche quest’anno con identiche modalità. Ovvero il singolo  corso sarà svolto in 4 incontri ( un pomeriggio la settimana) con orario 14,30- 19,30 e potrà essere frequentato presso la sede Caritas di Mestre in via Querini 19/A o quella di Venezia –F.ta S. Chiara. Inizio delle lezioni:

·        Sede di Mestre:   verrà comunicata in questo sito

·        Sede di Venezia:  verrà comunicato in questo sito          

   La partecipazione è gratuita. Per iscrizioni e informazioni rovolgersi allo sportello “Spazio solidale”, tel. 041-2381614 / 612 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12; il lunedì anche dalle 15 alle 17, presso la Casa del volontariato – via Brenta vecchia n. 41

 

 

3.   XVII Giornata Mondiale del Malato  ( 11 febbraio 2011 )

   Sarà nostra cura comunicare il tema della prossima GMM appena verrà reso noto dal Santo Padre.

·        Per esigenze pastorali e locali, la Giornata potrà essere celebrata anche in date diverse dall’11 febbraio.

Nel mese di gennaio p.v., nel sito internet dell’Ufficio  per la pastorale della salute ( www.pastoralesalutevenezia.it ), sarà pubblicato il programma di un ciclo di incontri culturali inerenti il tema della Giornata Mondiale del Malato.

 

4.   X Convegno diocesano

   Il Convegno svilupperà il tema di fondo di questo programma (vedi introduzione e §§ 1/A, 1/B): costituire un’alleanza esistenziale ed assistenziale, attraverso una “rete di prossimità” quotidiana, per accompagnare le persone e le famiglie, così da integrare i servizi socio-sanitari necessari alle loro esigenze.

   Nel sito internet verrà pubblicato il programma dettagliato.

 

5.   Collaborazioni

   Mentre proseguono le collaborazioni nei vari ambiti ecclesiale, civile, socio-sanitario, associativo, si costituisce una nuova collaborazione con L’Ufficio Liturgico per la formazione di base e continua dei ministri straordinari dell’Eucaristia

 

6.   Sito Internet dell’ Ufficio : www.pastoralesalutevenezia.it

   Il sito vuole essere luogo di informazione, formazione e aggiornamento sui problemi di ordine pastorale in ambito socio-sanitario, etico, bioetico, culturale, per parroci e referenti parrocchiali, membri di una cappellania, medici, infermieri, volontari, famiglie, associazioni e quanti desiderano  approfondire tematiche inerenti la “pastorale della salute”.

   Molti temi religiosi, culturali, scientifici, di etica e bioetica, documenti ecclesiali (pontifici, episcopali, teologici), documenti civili  sono già consultabili nel sito www.pastoralesalutevenezia.it  Altri continueranno ad essere sviluppati e pubblicati unitamente alle tematiche  per la Giornata Mondiale del malato e dei vari incontri associativi.

   In un mondo che cambia il sito ha la funzione  di divulgare velocemente le  conoscenze, necessarie per partecipare, per fare insieme, vincendo l’individualismo, sviluppando la collaborazione, imparando a lavorare insieme: uomini e donne, laici e clero, professionisti e volontari, sani e malati, affinché ciascuno secondo la propria specificità si prenda cura dei sofferenti.

   Il sito è strumento di informazione –formazione per poi incontrare i volti  con maggior cognizione di causa nei luoghi di ricovero e cura, nelle famiglie, nelle comunità, nei Convegni annuali della pastorale della salute, negli incontri con professionisti della salute, con associazioni di volontariato, e  assicurare sempre la qualità del contatto umano e l’attenzione alle persone e ai loro veri bisogni spirituali.

 

    AVVISO: l’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute ha la sua sede presso il Centro pastorale Papa Lucani ( al secondo piano) in via Quercini 19/A a Mestre. L’orario di apertura è il seguente: mercoledì pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00 .

I recapiti dell’Ufficio sono i seguenti: tel. 041- 989990 (negli orari di chiusura è sempre attiva una segreteria telefonica); fax  041-2394359; e-mail: pastoralesalute@patriarcatovenezia.it

 

 

 

 

 

 

 

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Aggiornato il: 18 settembre 2010