Mission Impossible
Questa sezione vuole fornire un supporto etico, religioso, scientifico,
culturale in tema di Pastorale della Salute.
Coniugare queste quattro caratteristiche può sembrare impossibile, e
non sappiamo se ci riusciremo, ma è esattamente quello che ci proponiamo.
Possono sembrare addiruttura incompatibili tra loro, e forse in qualche
circostanza lo sono davvero. Ma i contrasti stimolano riflessioni che
cercheremo di condividere alla ricerca di una possibile Risposta.
Del resto, se ci pensate bene, questa "mission
impossible" è semplicemente il compito quotidiano che ogni
operatore della salute affronta ogni giorno. E allora perché non parlarne
?
Un'ultima considerazione sul titolo della sezione: è inglese, ma è un
termine talmente usato che è ormai entrato nel nostro lessico, come moltissimi
altri. Significa "formazione"
e viene usato in tutte le accezioni, anche non scolastiche, come ad esempio
nella continuing medical education (CME). Questo significato è anche
paradossalmente più vicino a noi di quanto pensiamo poiché deriva
etimologicamente dal latino ex-ducere, letteralmente "portare
fuori". Ricorda in realtà la prima e più antica abilità del formatore:
la capacità di sviluppare le predisposizioni di ciascuno, ma anche - diremmo
oggi - raccoglierne le osservazioni e controdeduzioni, in una interazione
dialogica virtuosa che arricchisce in realtà entrambi (e consente al formatore
di verificare efficienza ed efficacia del proprio impegno). Cosa che almeno in
parte vorremmo fare anche noi, ascoltando la vostra voce che invitiamo a farci
sentire.
Questa abilità si chiama Maieutica, letteralmente "(l'arte) della
levatrice" ed era impiegata da Socrate 400 anni prima di Cristo. E noi cosa
riusciremo a "portare fuori" ?
Aspettiamo le vostre osservazioni, critiche e
contributi !!
la Commissione Pastorale della Salute
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| ELENCO DOCUMENTI EDUCATIONAL |
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Educare alla salute, educare alla vita
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1.
Il valore
vita |
L’educazione
alla salute è un capitolo fondamentale dell’educazione alla vita
perché i due beni, salute e vita, sono profondamente interconnessi,
anche se non sovrapponibili: si può, infatti, avere una vita buona
con o senza salute, ma l’equilibrio salute non può prescindere
dalle scelte di vita.
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2.
Dignità del
vivere e del morire |
I progressi della Medicina, sia in campo tecnologico che
farmacologico, hanno reso più lungo il processo del morire. Anche a
prescindere dalla deprecabile ostinazione terapeutica, e con
l’eccezione della morte improvvisa, oggi ci vuole più tempo per
morire e quindi la qualità della vita del morente acquista maggiore
importanza. Parallelamente la sua assistenza pone sempre più nuovi e
difficili problemi non soltanto di ordine tecnico, ma anche e
soprattutto do ordine filosofico, etico e religioso.
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3.
Alleanza
terapeutica col malato |
Le
relazione col malato sono l’alfa e l’omega, il punto di partenza e
il punto di arrivo dell’attività diagnostica, curativa ed
assistenziale degli operatori sanitari. Queste relazioni influenzano
lo stato d’animo del malato e quello delle persone che lo curano e
lo assistono; possono provocare nei vari casi, e indipendentemente
dalla natura della malattia, gioie o dolori, soddisfazioni o
delusioni, collaborazione o dissenso, comprensioni o incomprensioni.
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4:
Qualità e umanizzazione |
Nella
nostra società è giustamente molto viva la domanda e l’attesa di qualità
nel servizio sanitario. Viene posta, in fondo, una domanda di umanizzazione:
che nei servizi di accoglienza, di degenza, di informazione sia data la
giusta importanza alla correttezza del rapporto umano. Anche , e
soprattutto agli operatori
sanitari (medici, infermieri), operatori pastorali, ai volontari che
visitano i malati in ospedale e a domicilio è chiesto un supplemento di
sensibilità e di paziente attenzione alle persone.
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| Cure palliative |
01
Vita e morte: le nuove
frontiere di Olmo Tarantino, medico |
La
tematica del “fine vita” già in cantiere da tempo, si è
“autoimposta” dopo l’esplosione dei vari casi Welby, Englaro,
Schiavo, con le rispettive scottanti problematiche.
E’ necessario affrontare un tema così impegnativo, ovvero quello
di vita/morte, alla luce delle nuove frontiere che la scienza, ma anche le
grandi trasformazioni della società e della coscienza civile e religiosa,
ci pongono, assumendo una posizione distante da ogni integralismo o da
ottusi atteggiamenti pregiudiziali
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02
L’assistenza al
morente: istanze etiche |
La dialettica tra norme e valori deve essere di
sinergia, cioè dobbiamo scavare le norme tenendo sempre presenti i valori.
Altrimenti l’etica diventa una precettistica arida e talvolta senza anima e
senza giustificazione. Ciò è particolarmente doveroso nell’assistenza al
malato terminale, morente: in esso sono coinvolti i valori supremi della persona
e della società: vita e morte. E’ il momento dell’incontro tra il termine
ella vita, e quindi l’istante della morte, e la società, attraverso la
famiglia, la chiesa che porta il suo aiuto al morente o la comunità religiosa
di qualunque religione si tratti. Anche la solidarietà sociale ed ecclesiale si
sentono in questo momento chiamate e coinvolte. In altre parole tutti i valori
che sono propri della persona umana confluiscono attorno al momento che stiamo
per esaminare. |
03
Le cure palliative: una
medicina per la qualità della vita |
Il dibattito in corso sull’umanizzazione
della medicina contempla
anche un nuovo modo di intendere la medicina nella cura del malato
inguaribile, poiché tra i due estremi del possibile pendolo
comportamentale – totale astensione o accanimento terapeutico –
occorre trovare un approccio adeguato. A ciò rispondono perfettamente,
nella logica e nella prassi d’intervento, le “Cure palliative”.
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04
Accanimento terapeutico:
definizione e aspetti scientifici |
Ha
senso prolungare la vita di un uomo con mezzi tecnologici straordinari se la vita è tormentata dalla malattia, dalle
sofferenze; se è senza speranza, se cioè è una vita puramente
biologica, vegetativa, senza possibilità di comunicare col prossimo,
senza cioè che il soggetto malato abbia la capacità di gioire e di
soffrire ?
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05
Le fasi del morire e
l’accompagnamento psicologico di Enza Sutera, psicologa |
In una società che valorizza prevalentemente l’efficienza e nega
il male in tutte le sue forme, la morte è il nuovo tabù. Prima di
analizzare il vissuto
di chi sta per morire e il
vissuto di chi accompagna queste persone, le due grandi
problematiche oggetto di questa relazione, è necessaria qualche rapida
riflessione sulle fasi
del morire.
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06
Le cure palliative:
aspetti medico assistenziali |
Nell’esercizio della sua professione, il medico che per scelta si
dedica all’assistenza dei malati terminali, anziché deprimersi, impara
a temere di meno la morte perché ha imparato a vedere che si può morire
con qualcuno vicino. Egli ama tanto di più la vita, perché,
vedendola al momento della sua conclusione, ha capito quanto essa
sia importante, quanto sia bella, quanto sia ricca l’esperienza che
tutti i giorni viviamo.
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07
Assistenza ai malati
terminali: aspetti etico-valoriali |
La moderna
medicina consente oggi di modificare profondamente la naturale evoluzione
della fase terminale della vita; in particolare la rianimazione ha
conseguito risultati tali da indurre ad una ridefinizione del concetto
stesso di morte aprendo nuove speranze per il recupero di molti pazienti
in condizioni critiche ad una vita degna di essere vissuta. La
ventilazione meccanica, la nutrizione parenterale totale, l’emodialisi,
l’assistenza meccanica del circolo, i trapianti d’organo permettono di
mantenere in vita per mesi o anni pazienti altrimenti condannati a morte
sicura.
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08
Alla fine della vita:
esperienze di accompagnamento e di cura |
L’alleanza terapeutica, come
strategia irrinunciabile soprattutto nell’assistenza ai malati
terminali, porta a valorizzare le risorse che ogni operatore possiede:
l’umanità dell’uno, l’attenzione
di un altro, la capacità di ascolto
dell’altro ancora, a volte sprecata nei turn-over stritolanti delle
strutture ospedaliere.
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09
Le cure palliative:
aspetti assistenziali di Micaela Lo Russo, Infermiera Professionale |
E’ molto importante maturare la capacità di ascolto, perché spesso
accade che il paziente cerchi di condividere con noi il “suo
peso interiore”, non volendolo condividere con la famiglia, già
preoccupata per altri problemi che lo riguardano.
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10
Le cure palliative e la
terapia del dolore di Franco De Conno, oncologo |
La fase terminale, da qualsiasi evento possa essere determinata, se
deve essere contrastata per renderla meno sofferta, deve ricercare per la
persona una qualità di vita dignitosa, motivata, qualunque sia la
speranza di quel momento. Qualità della vita che ripropone come sempre la
necessità che anche l’uomo in questi momenti abbia ancora il desiderio
di vivere per il tempo che gli resta nel modo meno sofferto possibile, il
desiderio di mantenere la propria dignità |
11
Luoghi e modalità di
promozione della salute nella società contemporanea |
Chi guarda oggi la pastorale
della salute potrebbe osservare che ad una notevole elaborazione teologica
non corrisponde una altrettanto vivacità nella pastorale praticata. Perché
nella pratica forse ci si pone di fronte a situazioni nuove ma ancora
fortemente influenzati da modalità storiche. Ne è la dimostrazione che
di fatto, in fondo, il primo pensiero è ancora la figura del cappellano
in ospedale per l’assistenza religiosa ai pazienti, certamente
meritoria, ma che oggi non rappresenta tutta la potenzialità della
pastorale della salute.
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12
Umanizzazione del morire-
Testimonianze |
Sono un’infermiera che
lavora in oncologia da quattro anni. Non è il mio primo reparto di
lavoro, ma mai come in questo reparto mi sono sentita aiutata a crescere
come persona e come professionista.
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| Testamento
Biologico |
01
Introduzione di Olmo Tarantino, medico |
A proposito della Dichiarazione Anticipata di Trattamento
(DAT ), sento la responsabilità di invitare il legislatore a garantire i
principi irrinunciabili più volte richiamati dalla Conferenza Episcopale
Italiana.” (card. Angelo Scola, Discorso
del Redentore 2009, § 7.)
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2
Ragioni, nodi clinici, prospettive di
Giannino Piana, moralista |
La questione del
testamento biologico è divenuta, in questi ultimi anni, di grande
attualità anche nel nostro Paese, a seguito dell’esplosione di casi,
come quelli di Welby e della Englaro, che hanno scosso profondamente
l’opinione pubblica. Non si può sottovalutare, tuttavia, il rischio
che, proprio per questo motivo, le reazioni emotive prevalgano sulle
argomentazioni razionali, favorendo pronunciamenti affrettati e
improduttivi. A questo genere di pronunciamenti va ascritto anche il testo
relativo alle “dichiarazioni anticipate di trattamento”, approvato dal
Senato il 26 marzo dell’anno in corso e ripreso ( e ci auguriamo
largamente rivisto) dalla Camera prossimamente.
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3
Alleanza Terapeutica da un
documento FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici e Odontoiatri) |
“In
un’epoca di profonde trasformazioni sociali, di molteplici presenze di
etnie, religioni e culture che diversificano le comunità in tante
orgogliose identità, in un mondo sempre più unificato dalla tecnica, i
principi che ispirano il Codice Deontologico rappresentano un punto di
riferimento per la civile convivenza, per la riaffermazione dei valori
etici della solidarietà umana”. Così si legge
nell’incipit del Documento che, nel Codice Deontologico,“quale espressione sintetica e
condivisa delle tante sensibilità e culture che animano e che sono
la ricchezza etica e civile della professione”, vede
il nucleo identitario, di guida e di indirizzo, anche sul delicatissimo
tema delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. |
4
Alleanza del cuore di Mons
Gianfranco Ravasi, biblista |
“
Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo immetterò in loro.
Strapperò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di
carne “ (
Ezechele 11,19 )
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