Patriarcato di Venezia - Ufficio per la Pastorale della Salute

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Direttore:  Mons Dino Pistolato

 

 

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Bioetica

11 febbraio 2011

XIX Giornata Mondiale

del Malato

La preghiera

 

 

Mission Impossible

Questa sezione vuole fornire un supporto etico, religioso, scientifico, culturale in tema di Pastorale della Salute.

Coniugare queste quattro caratteristiche può sembrare impossibile, e non sappiamo se ci riusciremo, ma è esattamente quello che ci proponiamo. Possono sembrare addiruttura incompatibili tra loro, e forse in qualche circostanza lo sono davvero. Ma i contrasti stimolano riflessioni che cercheremo di condividere alla ricerca di una possibile Risposta. 

Del resto, se ci pensate bene, questa "mission impossible" è semplicemente il compito quotidiano che ogni operatore della salute affronta ogni giorno.  E allora perché non parlarne ?

Un'ultima considerazione sul titolo della sezione: è inglese, ma è un termine talmente usato che è ormai entrato nel nostro lessico, come moltissimi altri.  Significa "formazione" e viene usato in tutte le accezioni, anche non scolastiche, come ad esempio nella continuing medical education (CME). Questo significato è anche paradossalmente più vicino a noi di quanto pensiamo poiché deriva etimologicamente dal latino ex-ducere,  letteralmente "portare fuori". Ricorda in realtà la prima e più antica abilità del formatore: la capacità di sviluppare le predisposizioni di ciascuno, ma anche - diremmo oggi - raccoglierne le osservazioni e controdeduzioni, in una interazione dialogica virtuosa che arricchisce in realtà entrambi (e consente al formatore di verificare efficienza ed efficacia del proprio impegno). Cosa che almeno in parte vorremmo fare anche noi, ascoltando la vostra voce che invitiamo a farci sentire.

Questa abilità si chiama Maieutica, letteralmente "(l'arte) della levatrice" ed era impiegata da Socrate 400 anni prima di Cristo. E noi cosa riusciremo a  "portare fuori" ?  

Aspettiamo le vostre osservazioni, critiche e contributi !! 

la Commissione Pastorale della Salute

 

ELENCO DOCUMENTI EDUCATIONAL

Educare alla salute, educare alla vita 

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1.   Il valore vita   L’educazione alla salute è un capitolo fondamentale dell’educazione alla vita perché i due beni, salute e vita, sono profondamente interconnessi, anche se non sovrapponibili: si può, infatti, avere una vita buona con o senza salute, ma l’equilibrio salute non può prescindere dalle scelte di vita.  
2. Dignità del vivere e del morire

   I progressi della Medicina, sia in campo tecnologico che farmacologico, hanno reso più lungo il processo del morire. Anche a prescindere dalla deprecabile ostinazione terapeutica, e con l’eccezione della morte improvvisa, oggi ci vuole più tempo per morire e quindi la qualità della vita del morente acquista maggiore importanza. Parallelamente la sua assistenza pone sempre più nuovi e difficili problemi non soltanto di ordine tecnico, ma anche e soprattutto do ordine filosofico, etico e religioso.

3. Alleanza terapeutica col malato   Le relazione col malato sono l’alfa e l’omega, il punto di partenza e il punto di arrivo dell’attività diagnostica, curativa ed assistenziale degli operatori sanitari. Queste relazioni influenzano lo stato d’animo del malato e quello delle persone che lo curano e lo assistono; possono provocare nei vari casi, e indipendentemente dalla natura della malattia, gioie o dolori, soddisfazioni o delusioni, collaborazione o dissenso, comprensioni o incomprensioni.  
4: Qualità e umanizzazione   Nella nostra società è giustamente molto viva la domanda e l’attesa di qualità nel servizio sanitario. Viene posta, in fondo, una domanda di umanizzazione: che nei servizi di accoglienza, di degenza, di informazione sia data la giusta importanza alla correttezza del rapporto umano. Anche , e soprattutto  agli operatori sanitari (medici, infermieri), operatori pastorali, ai volontari che visitano i malati in ospedale e a domicilio è chiesto un supplemento di sensibilità e di paziente attenzione alle persone.  
Cure palliative
01 Vita e morte: le nuove frontiere di Olmo Tarantino, medico La tematica del “fine vita” già in cantiere da tempo, si è “autoimposta” dopo l’esplosione dei vari casi Welby, Englaro, Schiavo, con le rispettive scottanti problematiche.  E’ necessario affrontare un tema così impegnativo, ovvero quello di vita/morte, alla luce delle nuove frontiere che la scienza, ma anche le grandi trasformazioni della società e della coscienza civile e religiosa, ci pongono, assumendo una posizione distante da ogni integralismo o da ottusi atteggiamenti pregiudiziali  
02 L’assistenza al morente: istanze etiche La dialettica tra norme e valori deve essere di sinergia, cioè dobbiamo scavare le norme tenendo sempre presenti i valori. Altrimenti l’etica diventa una precettistica arida e talvolta senza anima e senza giustificazione. Ciò è particolarmente doveroso nell’assistenza al malato terminale, morente: in esso sono coinvolti i valori supremi della persona e della società: vita e morte. E’ il momento dell’incontro tra il termine ella vita, e quindi l’istante della morte, e la società, attraverso la famiglia, la chiesa che porta il suo aiuto al morente o la comunità religiosa di qualunque religione si tratti. Anche la solidarietà sociale ed ecclesiale si sentono in questo momento chiamate e coinvolte. In altre parole tutti i valori che sono propri della persona umana confluiscono attorno al momento che stiamo per esaminare.
03 Le cure palliative: una medicina per la qualità della vita Il dibattito in corso sull’umanizzazione della medicina contempla anche un nuovo modo di intendere la medicina nella cura del malato inguaribile, poiché tra i due estremi del possibile pendolo comportamentale – totale astensione o accanimento terapeutico – occorre trovare un approccio adeguato. A ciò rispondono perfettamente, nella logica e nella prassi d’intervento, le “Cure palliative”.  
04  Accanimento terapeutico: definizione e aspetti scientifici Ha senso prolungare la vita di un uomo con mezzi tecnologici straordinari se la vita è tormentata dalla malattia, dalle sofferenze; se è senza speranza, se cioè è una vita puramente biologica, vegetativa, senza possibilità di comunicare col prossimo, senza cioè che il soggetto malato abbia la capacità di gioire e di soffrire ?  
05 Le fasi del morire e l’accompagnamento psicologico di Enza Sutera, psicologa 

In una società che valorizza prevalentemente l’efficienza e nega il male in tutte le sue forme, la morte è il nuovo tabù. Prima di analizzare il vissuto di chi sta per morire e il vissuto di chi accompagna queste persone, le due grandi problematiche oggetto di questa relazione, è necessaria qualche rapida riflessione sulle fasi del morire.

06 Le cure palliative: aspetti medico assistenziali Nell’esercizio della sua professione, il medico che per scelta si dedica all’assistenza dei malati terminali, anziché deprimersi, impara a temere di meno la morte perché ha imparato a vedere che si può morire con qualcuno vicino. Egli ama tanto di più la vita, perché,  vedendola al momento della sua conclusione, ha capito quanto essa sia importante, quanto sia bella, quanto sia ricca l’esperienza che tutti i giorni viviamo.  
07 Assistenza ai malati terminali: aspetti etico-valoriali La moderna medicina consente oggi di modificare profondamente la naturale evoluzione della fase terminale della vita; in particolare la rianimazione ha conseguito risultati tali da indurre ad una ridefinizione del concetto stesso di morte aprendo nuove speranze per il recupero di molti pazienti in condizioni critiche ad una vita degna di essere vissuta. La ventilazione meccanica, la nutrizione parenterale totale, l’emodialisi, l’assistenza meccanica del circolo, i trapianti d’organo permettono di mantenere in vita per mesi o anni pazienti altrimenti condannati a morte sicura.  
08 Alla fine della vita: esperienze di accompagnamento e di cura L’alleanza terapeutica, come strategia irrinunciabile soprattutto nell’assistenza ai malati terminali, porta a valorizzare le risorse che ogni operatore possiede: l’umanità dell’uno, l’attenzione di un altro, la capacità di ascolto dell’altro ancora, a volte sprecata nei turn-over stritolanti delle strutture ospedaliere.  
09 Le cure palliative: aspetti assistenziali di Micaela Lo Russo, Infermiera Professionale  E’ molto importante maturare la capacità di ascolto, perché spesso accade che il paziente cerchi di condividere con noi il “suo peso interiore”, non volendolo condividere con la famiglia, già preoccupata per altri problemi che lo riguardano.  
10 Le cure palliative e la terapia del dolore di Franco De Conno, oncologo  La fase terminale, da qualsiasi evento possa essere determinata, se deve essere contrastata per renderla meno sofferta, deve ricercare per la persona una qualità di vita dignitosa, motivata, qualunque sia la speranza di quel momento. Qualità della vita che ripropone come sempre la necessità che anche l’uomo in questi momenti abbia ancora il desiderio di vivere per il tempo che gli resta nel modo meno sofferto possibile, il desiderio di mantenere la propria dignità
11 Luoghi e modalità di promozione della salute nella società contemporanea Chi guarda oggi la pastorale della salute potrebbe osservare che ad una notevole elaborazione teologica non corrisponde una altrettanto vivacità nella pastorale praticata. Perché nella pratica forse ci si pone di fronte a situazioni nuove ma ancora fortemente influenzati da modalità storiche. Ne è la dimostrazione che di fatto, in fondo, il primo pensiero è ancora la figura del cappellano in ospedale per l’assistenza religiosa ai pazienti, certamente meritoria, ma che oggi non rappresenta tutta la potenzialità della pastorale della salute.  
12 Umanizzazione del morire- Testimonianze Sono un’infermiera che lavora in oncologia da quattro anni. Non è il mio primo reparto di lavoro, ma mai come in questo reparto mi sono sentita aiutata a crescere come persona e come professionista.  
Testamento Biologico
01 Introduzione di Olmo Tarantino, medico A proposito della Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT ), sento la responsabilità di invitare il legislatore a garantire i principi irrinunciabili più volte richiamati dalla Conferenza Episcopale Italiana.” (card. Angelo Scola, Discorso del Redentore 2009, § 7.)  
2 Ragioni, nodi clinici, prospettive  di Giannino Piana, moralista La questione del testamento biologico è divenuta, in questi ultimi anni, di grande attualità anche nel nostro Paese, a seguito dell’esplosione di casi, come quelli di Welby e della Englaro, che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica. Non si può sottovalutare, tuttavia, il rischio che, proprio per questo motivo, le reazioni emotive prevalgano sulle argomentazioni razionali, favorendo pronunciamenti affrettati e improduttivi. A questo genere di pronunciamenti va ascritto anche il testo relativo alle “dichiarazioni anticipate di trattamento”, approvato dal Senato il 26 marzo dell’anno in corso e ripreso ( e ci auguriamo largamente rivisto) dalla Camera prossimamente.  
3 Alleanza Terapeutica  da un documento FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici e Odontoiatri) “In un’epoca di profonde trasformazioni sociali, di molteplici presenze di etnie, religioni e culture che diversificano le comunità in tante orgogliose identità, in un mondo sempre più unificato dalla tecnica, i principi che ispirano il Codice Deontologico rappresentano un punto di riferimento per la civile convivenza, per la riaffermazione dei valori etici della solidarietà umana”. Così si legge nell’incipit del Documento che, nel Codice Deontologico,“quale espressione sintetica e condivisa  delle tante sensibilità e culture che animano e che sono la ricchezza  etica e civile della professione”, vede il nucleo identitario, di guida e di indirizzo, anche sul delicatissimo tema delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento.
4 Alleanza del cuore  di Mons Gianfranco Ravasi, biblista

“ Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo immetterò in loro.  Strapperò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne “  ( Ezechele  11,19 )

 

 

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Aggiornato il: 06 gennaio 2010